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La più grande, la più importante, la più utile regola di tutta l'educazione? È non di guadagnare tempo, ma di perderne.
Jean-Jacques Rousseau
Nov 13, 2018 Scritto da 
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Intelligenza o intelligenze? Conoscere gli stili cognitivi e di apprendimento

“Ognuno è un genio. Ma se si giudica un pesce dalla sua abilità di arrampicarsi sugli alberi, lui passerà tutta la sua vita a credersi stupido”
Albert Einstein

 

L’intelligenza, secondo la teoria delle intelligenze multiple di Gardner, non è un fattore unitario misurabile con dei test rigidi, bensì è composto da molteplici modalità cognitive che permettono di affrontare e comprendere la realtà le quali variano da persona a persona.
Per promuovere l’apprendimento nel modo più efficace per il singolo, già a partire dall’ambiente scolastico sarebbe necessario che si educassero gli alunni all’esplorazione dei propri stili di apprendimento e stili cognitivi, ma soprattutto che gli insegnanti imparassero a tener conto di questi ultimi nella costruzione delle lezioni, in modo da mettere in atto un insegnamento efficace e fruibile per  tutta la classe.


STILE DI APPRENDIMENTO E STILE COGNITIVO, DUE CONCETTI DISTINTI

Talvolta si rischia di fare confusione tra stile di apprendimento e stile cognitivo. Sebbene possano sembrare due concetti molto simili, in realtà si riferiscono a due meccanismi distinti:


LO STILE DI APPRENDIMENTO è l’approccio all’apprendimento preferito di una persona, ovvero il suo modo tipico di percepire, elaborare, immagazzinare e recuperare le informazioni.


LO STILE COGNITIVO è la modalità di elaborazione dell’informazione che la persona adotta in modo prevalente, che permane nel tempo e si generalizza a compiti differenti.

Lo stile di apprendimento può essere legato al concetto di canale sensoriale. Infatti l’accesso all’informazione è la prima, e più importante, fase per qualsiasi apprendimento, e ogni individuo vi si approccia con una modalità preferenziale. I canali sensoriali principali con cui l’informazione può essere percepita sono quattro:

stili

 
Gli stili cognitivi, invece, vanno intesi come la scelta delle strategie cognitive utilizzate per risolvere un certo compito. Poter utilizzare lo stile cognitivo che ci è più congeniale è sicuramente motivante, e porta all’utilizzo di strategie di apprendimento più efficaci. Ciò ha come risultato inoltre un abbassamento dei livelli di frustrazione nell’approcciarsi allo studio.


Gli stili di apprendimento principali, su cui concorda la letteratura sono sei:


GLOBALE/ANALITICO:  chi possiede uno stile cognitivo globale ha la tendenza a focalizzarsi sull’aspetto generale del contenuto e ad avere così una visione d’insieme, entrando solo successivamente nei dettagli. Lo stile analitico, invece, si concentra primariamente sui particolari, arrivando in un secondo momento ad una visione d’insieme.
VERBALE/VISUALE: gli alunni con uno stile verbale hanno una preferenza per il codice linguistico e si approcceranno allo studio attraverso riassunti e associazioni verbali. Al contrario chi possiede uno stile visuale lavora per immagini mentali, schemi e rappresentazioni grafiche, prediligendo le caratteristiche visuo-spaziali.
IMPULSIVO/RIFLESSIVO: questi stili cognitivi si riferiscono ai tempi per la risoluzione dei compiti. Lo stile riflessivo è più lento e accurato, mentre lo stile impulsivo tenderà a formulare risposte più rapidamente.
SISTEMATICO/INTUITIVO:  chi possiede uno stile sistematico affronterà i compiti in modo graduale, procedendo ad un’analisi delle diverse variabili. Coloro invece che hanno uno stile intuitivo tenderanno a procedere con la formulazione di ipotesi cercando poi di confermarle.
CONVERGENTE/DIVERGENTE: lo stile convergente porta a procedere secondo una logica, sulla base delle informazioni possedute dallo studente. Lo stile divergente procede, invece, in modo intuitivo e creativo, dando luogo alla possibilità di risposte diverse.
DIPENDENTE DAL CONTESTO/INDIPENDENTE DAL CONTESTO: gli studenti che posseggono uno stile dipendente dal campo sono fortemente condizionatinell’apprendimento dall’organizzazione del contesto di studio. Coloro invece che hanno uno stile indipendente dal campo sono poco influenzati dall’ambiente circostante e procedono in modo più autonomo.

Naturalmente non si deve immaginare che ognuno di noi metta in atto uno solo di questi stili. In realtà tutti questi stili cognitivi vengono utilizzati dalla persona, ma in percentuali diverse poiché, come abbiamo detto, si tratta di modalità preferenziali di utilizzare le nostre abilità personali.
Per questo motivo non si può affermare che vi sia uno stile migliore di un altro.


QUAL E’ DUNQUE L’OBIETTIVO? UN APPRENDIMENTO SIGNIFICATIVO

Uno degli errori più comuni nella scuola è quello di uniformare l’apprendimento: le lezioni sono spesso frontali, condotte a braccio e senza ausili.
Questa potrebbe essere una modalità ottimale per un alunno con uno stile di apprendimento uditivo, ma che dire per coloro che posseggono uno stile di apprendimento cinestetico o non verbale? Potrà sembrare sorprendente, ma anche la classe più tecnologica, dotata di video proiettore e software per le mappe potrebbe risultare destabilizzante per alunni che hanno uno stile di apprendimento prettamente verbale, e che quindi preferirebbero avere davanti un libro cartaceo da sottolineare e prendere appunti sul proprio quaderno. Per questi motivi, la scuola dovrebbe tenere presenti le peculiarità dei propri alunni e puntare ad un apprendimento che sia il più possibile costruito per loro e insieme a loro.

Quali sono perciò gli elementi per un apprendimento significativo?
Per essere definito tale, l’apprendimento deve prevedere: uno studente che sia soggetto attivo nella costruzione della conoscenza, l’uso delle proprie conoscenze pregresse, deve essere collaborativo e dialogico ma, soprattutto deve essere metacognitivo!

 

BIBLIOGRAFIA
Mariani, L. (2000). Portfolio: strumenti per documentare e valutare cosa si impara e come si impara: libro dello studente. Zanichelli.
Cornoldi, C., Gruppo, M. T., & De Beni, R. (2015). Imparare a studiare: strategie, stili cognitivi, metacognizione e atteggiamenti nello studio. Edizioni Centro Studi Erickson.
Stella, G., & Grandi, L. (2011). Come leggere la dislessia ei DSA. Turin, Giunti Scuola.

546 Ultima modifica il Mercoledì, 14 Novembre 2018 22:20
Sharon Tiana

Mi chiamo Sharon Tiana e sono una Pedagogista ed Educatore Professionale.
Svolgo la libera professione dal 2014 nella provincia di Oristano e sono esperta nei processi educativi in contesti scolastici ed extrascolastici.
Svolgo la mia attività nell’ambito dei servizi di assistenza specialistica scolastica e domiciliare, dedicandomi inoltre attivamente all’attività di ricerca applicata ai processi educativi.

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